1991 maggio 3 Coscienza dei tempi nuovi

Testata: GAZZETTINO
Edizione: PG
Pagina: 1
Data: 03/05/1991
Autore: Giorgio Lago
Tipo:
Argomento: ENCICLICHE
Persone: WOJTYLA KAROL – PAPA GIOVANNI PAOLO II
Didascalia:
Descrizione:
Titolo: COSCIENZA DEI TEMPI NUOVI
di Giorgio Lago

Il giornale dei postcomunisti, L’Unità, l’ha anticipata così: «Questa enciclica che accende le speranze».
Il quotidiano di proprietà della Confindustria, Il Sole24 Ore, l’ha presentata con tredici pagine dedicate
alle encicliche sociali della Chiesa. A pochi giorni dal suo settantunesimo compleanno e alla vigilia del
cinquantesimo viaggio all’estero, Karol Wojtyla ha suscitato un’attesa senza precedenti e senza
distinzioni. Un laicissimo quotidiano, il francese Le Monde, osserva che Giovanni Paolo II ha
spalancato l’era del «papato universale» a scapito del «papato romano»; non un Papa «antimoderno»
ma un Papa «postmoderno», lo ha definito. In che senso? Nel senso che «per lui il cristianesimo è
innanzitutto una cultura, un fattore d’identità in mezzo ad altri, nella diversità della storia, degli Stati,
delle idee».
Qui troviamo una prima spiegazione della straordinaria attesa per l’enciclica sociale: Wojtyla viene
ascoltato quale voce del pensiero contemporaneo. Una voce che, come nei giorni della guerra del
Golfo, vale per sé, senza orpelli né papisti né confessionali né integralisti. Non per nulla, un paragrafo
dell’enciclica resa nota da poche ore mette al bando «fanatismi e fondamentalismi» d’ogni specie. La
voce di questo Papa tende irriducibilmente a unire sull’uomo più che a separare sul magistero. C’è
dell’altro. Soprattutto nei paesi industrializzati, si vive oggi in uno stato di sospensione dello spirito. La
rovina del comunismo ha compromesso l’ideologia; l’aridità del capitalismo rimette in discussione il
primato dell’economia: è in questo smarrimento che si incunea la domanda di significato, di
riferimento, di valore. Uomo ponte d’Europa, il Papa polacco possiede acuto il senso della storia e del
disagio. Predica la socialità del Vangelo, ma il suo messaggio per così dire lo supera: cattolici o laici,
miscredenti o cristiani, indifferenti o atei, tutti possono incontrare sulla sua strada la rivincita dell’etica,
il tentativo di liberare l’uomo e le nazioni dai sistemi. Wojtyla avrà provvidenzialmente messo nel
conto che milioni di persone accolgano la sua enciclica senza condividere il suo Dio. Il Papa dell’Est
che sa leggere nel malessere dell’Ovest non ha il disegno di esaurire la religione nella cultura o nella

morale ma, al di là della fede che lo ispira, non può sfuggire al destino di stare nel mondo anche come
il mondo lo sente. Coscienza dei tempi nuovi.
maggio 1991