1986 agosto 3 Troppa acqua e sabbia

1986 agosto 3 – Troppa acqua e sabbia

Inflazione a zero dopo decenni, bilancia dei conti con l’estero che ritorna attiva, tasso di sviluppo
economico tale da porci al secondo posto nel mondo: l’Italia non rappresenta più un “rischio”.
L’occasione del petrolio a buon mercato è stata sfruttata anche perché la stragrande maggioranza delle
aziende italiane ha massicciamente innovato e, insieme, puntato sui mercati internazionali.
Disponiamo di un patrimonio formidabile d’iniziativa, ampiamente riconosciuto dagli stranieri.
Medie e piccole aziende di provincia piazzano prodotti ovunque, vincendo concorrenze di ogni
spessore. Nella ricerca tecnologica, stiamo ricuperando ritardi di investimento. E i giovani, fino ai
ragazzi dell’85, premono solo per chiedere una scuola all’efficienza.
Sarebbe il momento ideale per porre mano ai problemi che ritardano la crescita sociale e civile.
L’ultimo rapporto Censis conclude ad esempio che la spesa pubblica ha “imboccato un binario cieco”:
in sanità o assistenza si spende supergiù come negli altri paesi d’Europa, ma ricavandone servizi del
tutto inferiori. Ciò mentre si prevede che nel Duemila il 22% della popolazione supererà i sessanta
anni di età con punte anche superiori in alcune regioni, vedi il Friuli-Venezia Giulia.
A prima vista la soluzione della crisi di governo rimette in moto la piena gestione dei problemi
sull’urgenza dei quali non c’è un cane che non sia d’accordo, compresi i comunisti sotto l’etichetta
dell’omnicomprensivo “programma”, Il fatto è che la crisi, figlia – attraverso i franchi tiratori – di
tutti e di nessuno, ha logorato molti rapporti; fa succedere al governo più stabile un governo di pochi
mesi; prevede l’alternanza sullo sfondo di un retropensiero elettorale.
Nessuno ha dimenticato che il neo-ministro Formica, presidente del gruppo parlamentare socialista,
ebbe a dire all’inizio del braccio di ferro con De Mita: “prendiamoli pure gli impegni da lui richiesti,
purchè sia chiaro che si tratta di impegni scritti sull’acqua, perché fondati sulla sabbia, poggiati su
ipotesi estremamente incerte”. Una garanza di precarietà, messa in conto con la chiarezza tipica di
Formica.
Ecco perché i buoni dati sulla congiuntura dell’economia vanno accolti con prudenza e non
suggeriscono certezze. Con acqua e sabbia anche i migliori motori grippano.