1985 Dicembre 28 Il vero bersaglio

1985 Dicembre 28 – Il vero bersaglio

Gli altri a turno, l’Italia sempre. Quando esporta in Europa la sua paranoia, il terrorismo riserva
all’Italia una sanguinosa clausola di favore.
Da noi si spara su tutti, Papi o passanti. Si sequestra di tutto, persino una nave. Si transita portando
in valigia il mitra come uno spazzolino da denti. Nel nostro codice non esiste nemmeno “il reato di
ingresso clandestino”, e a ricordarlo –ieri – è stato il sottosegretario all’Interno, come se lamentasse
le omissioni di un’altra Repubblica.
Roma città aperta, Italia Paese senza frontiere. Bisogna controllare meglio chi ci frequenta e sapere
con chiarezza che l’area mediorientale coltiva ogni estremismo, dal più ipocrita al più suicida. E’
semplicemente patetico avvolgerci nel tricolore per aver insegnato la creanza ai reaganiani di
Sigonella e rinunciare ad ogni senso di integrità nazionale quando si tratta di garantire la sicurezza
dai killer d’importazione.
Il problema è gravissimo e va affrontato come una seconda emergenza, pari al terrorismo interno. I
vampiri del Natale non si riposano mai: l’anno scorso fecero a brandelli un treno; quest’anno hanno
sparato nel mucchio di un aeroporto.
Il compito dell’Italia, dell’Europa – e in definitiva del mondo – non né facile. Anzi, sarà destinato a
sicuro insuccesso se non riuscirà ad organizzare con coraggio la prevenzione de terrorismo e nello
stesso tempo, a recidere le radici della violenza attraverso un inaudito sforzo di pace.
Perché è la pace il loro vero bersaglio, la temono più delle teste di cuoio, ne sono ossessionati. Sparano
negli israeliani sperando nella secolare rappresaglia dell’occhio per occhio, dente per dente;
massacrano in Italia e in Austria, paesi tra i più moderati nella diplomazia del Mediterraneo; mettono
la propria e l’altrui vita in palio rendendo sempre più intricata la pista dei mandanti. Il fanatismo di
chi spara è disperato quanto lucido il nichilismo di chi progetta.
Lo stesso Craxi non crede più alle “schegge impazzite” e ritiene che si debba “risalire alla
responsabilità degli Stati che garantiscono loro la protezione”. Sono gli stessi Stati che negano
l’esistenza di Israele, la quale in termini politici e umani nient’altro è se non l’altra faccia della patria
negata ai palestinesi.
La vera tragedia di Roma e Vienna sta nella certezza che la spirale del sangue non finirà.