2002 marzo 31 Dialetto. Scrivendo di lessico sul “Venerdì” di Repubblica

DOMENICA 24

Dialetto

Scrivendo di lessico sul “Venerdì” di Repubblica, Stefano Bartezzaghi racconta:“Fra gli
scioglilingua va sicuramente menzionato quello che vede impegnati due ciclisti, che secondo alcuni
lettori vanni identificati in Moser e Saronni. Il trentino Moser dice a Saronni:”te te ritiri,te?”(ti
ritiri,tu?). Saronni, pensando a uno scherzo,avrebbe risposto:”tata rata ratà”.Se devo indicare il mio
scioglilingua preferito, dico quello veneziano, che mi è stato fatto conoscere da Emanuela
Zanetti:”co coròn fòn fin fun”. Vuole dire: quando corriamo facciamo perfino fumo”.
Bellissimo tutto, con una sola precisazione.Scioglilingua favolosamente veneziano è ad esempio :”i
ga igà i gai”, hanno legato i galli. Inarrivabile.
Invece, questo “co coròn fòn fin fun” è tipicamente bellunese, di un dialetto che da bambino ho
imparato anch’io a Mel, indimenticabile paese materno.Un prezioso libro pubblicato l’anno scorso a
Fonzaso (“Patuà fondasìn”di Angelo Vigna, Libreria Walter Pilotto di Feltre) elenca tutta una serie
di indicativi presenti al plurale come appunto coròn, fòn,vedòn, magnòn,avòn. Non sono invece
sicuro che fumo si dica proprio “fun”, e non piuttosto “fum”, anche se per quella meraviglia di
scioglilingua non cambierebbe assolutamente nulla.
Chissà, il magico Luigi Meneghello, che vive tra Londra e Malo dividendosi in letteratura tra
inglese e dialetto vicentino, ci farebbe forse notare che “fun”, per fumo, in inglese vuol dire
curiosamente scherzo, burla. Fra gli infiniti giochi del dialetto, lui cita una frase del tutto normale
che sembra far scivolare addirittura le parole in bocca:“ no se sa se se siasse”, non si sa se si
sciasse.
Ogni pagina di Meneghello è una miniera che estrae noi stessi dal sottosuolo, veneti sì però sempre
orientati al mondo. Come tanti girasoli a mezzogiorno.

LUNEDI’ 25

La Bassa

Fabio Bortolazzi, presidente della Camera di commercio di Verona, fa notare in un incontro a
Vicenza che la denominazione “Bassa veronese” è stata sostituita con “Pianura veronese”.E spiega
che il termine “Bassa” veniva considerato dispregiativo dagli stessi abitanti.
Mi è venuto in mente che , al contrario, Gianni Brera alzava come una bandiera il suo essere
“bassaiolo” del Po pavese. Quasi un’etnia dello spirito, da razza eletta semmai.

MARTEDI’ 26

La ruspa

Galan, presidente del Veneto:”Tra il 2002 e il 2003 entrerà in funzione la prima ruspa sul Passante
di Mestre”. Il Ruspante di Mestre.

MERCOLEDI’27

Vimercati

Una forma molto estrema di leucemia ha ucciso,a 45 anni, Daniele Vimercati, giornalista bravo e
per bene. Dalla sua Bergamo, indagò fin dalle origini il fenomeno Lega, in particolare Umberto
Bossi: non c’è in Italia un solo giornalista che, volendo scrivere seriamente in materia, non debba a
Vimercati almeno una citazione presa dai suoi libri.
In “Vento del Nord” (Sperling & Kupfer editori), inquadrava Bossi così:”Il segretario della Lega è
stato paragonato, di volta in volta, a Cattaneo e Masaniello, a Stalin e Giannini fondatore
dell’”Uomo qualunque”,a Mussolini e Alberto da Giussano.Quando sente questi nomi, l’interessato
si mette a ridere. Ripete:”Bossi assomiglia solo a Bossi”. E’ sicuramente presto per esprimere
giudizi storici su Bossi.Ma gli si può riconoscere il merito di aver gettato lo scompiglio nel
Palazzo.”
Era il remoto1992 della Lega protestataria e federalista, non secessionista, mentre nel 1996 lo stesso
Vimercati si dichiarò convinto (vedi il quotidiano “La Padania”) che lo Stato fosse irriformabile e
che dunque meritasse di essere “rotto”.Alla fine del gioco dell’oca di Bossi, oggi la sua presunta
devoluzione riporta mestamente al punto di partenza.
1992-2002, sono stati dieci anni di lava anche mediatica che perdono con Daniele Vimercati un
testimone mai reticente.

GIOVEDI’ 28

Gerusalemme

Il biblista Gianfranco Ravasi ( sullo “Specchio” della Stampa) ricorda un antico, stupefacente detto
giudaico:”Il mondo è come l’occhio: il mare è il bianco, la terra è l’iride, Gerusalemme è la pupilla
e l’immagine in essa riflessa è il tempio”.
Tutt’intorno l’odio, aggiungo.

VENERDI 29

Cogne

Oggi la mamma sembra più protetta di quanto non fosse, ieri, il suo piccolo.

SABATO 30

La citazione

Albino Luciani da “Illustrissimi, lettere del patriarca di Venezia”, 1978,edizioni Messaggero
Padova.
“Caro Gesù,
oggi chiedono tutti dialogo,dialogo.Ho contato i dialoghi tuoi nel Vangelo. Sono 86: 37 coi
discepoli, 22 con gente del popolo, 27 con gli avversari.
Il giorno in cui hai insegnato:”Beati i poveri, beati i perseguitati”, io non c’ero.Fossi stato vicino a
te, ti avrei sussurrato all’orecchio:”Per carità, cambia discorso, Signore, se vuoi avere qualche
seguace.Non vedi che tutti aspirano alle ricchezze e alle comodità? Ai suoi soldati Catone ha
promesso i fichi d’Africa, Cesare le ricchezze della Gallia e, bene o male, si sono fatti seguire. Tu
prometti povertà, persecuzioni. Chi vuoi che ti segua?”

Imperterrito, tu vai avanti e ti sento dire:”Io sono il grano di frumento che deve morire prima di
portare frutto; bisogna che io sia rizzato su una croce; di là trarrò a me il mondo intero”.
Oggi è fatto:in croce ti hanno innalzato. Tu ne hai approfittato per allargare le braccia e attirarti la
gente; chi può contare gli uomini che sono venuti ai piedi della croce, a gettarsi tra le tue braccia?”.