2001 maggio 25 Bambini

2001 maggio 25 – Bambini

La copertina di “Venerdì” di Repubblica è dedicata al martirio tibetano dell’Afghanistan. “I
bambini – del paese che vieta gli aquiloni”.
Sapevamo di tanti divieti, della televisione al cinema, dalle scarpe con il tacco al ridere in
pubblico. Ne sono vittime sacrificali soprattutto le donne, costrette a celare ogni indizio di
personalità come una colpa.
Ignoravo che ai bambini venissero negati per legge i giocattoli, le bambole, gli aquiloni.
Laggiù, anche il cielo si deve essere fatto cattivo.
Da noi, la cattiveria è diversa. Opulenta, pedofila, tecnologica, ruba dati riservati ai computer,
va alla fonte: a scuola, schedando i bambini sotto la voce “selvaggina”, da caccia.
A Kabul, vietano le bambole; qui, usano i bimbi come bambole, con tanto di prezzo esposto.
Un testimone dice: “C’erano tanti clienti ricchi”. Ricchi che si pagano le miserie. Ai
magistrati, il presunto capobanda ha dichiarato: “I files (le informazioni, ndr) li ho scaricati
da Internet. Sono testi che si trovano sulla rete”. Nella rete, fanno cadere i bambini.
L’informatica, che facilita il vivere, favorisce anche lo sfruttamento su vasta scala, con la sua
infinita memoria e i suoi efficientissimi archivi. L’ inchiesta di Roma riferisce di trentamila
bambini schedati: 30000, penso, sono gli abitanti della mia Castelfranco.
La privacy è un valore e Internet una rivoluzione ma il secondo dimostra di poter violentare
la prima. Un prete ha dimostrato che, da anni, sono in funzione siti che organizzano la
pedofilia come una vendita online, con le sue offerte, le sue richieste, e le sue grandi
occasioni.
Siccome di Internet so poco o nulla, rinuncio prudentemente a straparlare sull’argomento. Mi
chiedo perché, nonostante le denunce, i siti non vengano via via e senza esitazione cancellati
dalla faccia della terra con le stesse armi della telematica. O bisogna difendere, nel nome
della legge, anche la libertà pedofila?