1995 dicembre 23 Tonino, ritorna e combatti

1995 dicembre 23 – Tonino, ritorna e combatti

Il campione del sondaggio è corretto, la “Directa” a noi risulta fonte affidabile, ma facciamo pure la
tara, per prudenza o per sana diffidenza. Resta pur sempre un dato difficile da contestare: quasi il 90
per cento degli italiani ritiene che Antoni Di Pietro debba ancora battersi, che non debba affatto
ritirarsi a vita privata.
L’87% lo considera una persona “onesta”. Il giorno dopo, si badi bene, tre richiesta di rinvio a giudizio
per concussione, reato che va a braccetto con l’estorsione e che rappresenta una nefandezza
soprattutto per un magistrato.
E quale magistrato! Il pm che ha funzionato da lancia termica di Mani Pulite, il pool più efficiente
d’Italia, con gente preparatissima e integrata come Davigo, Colombo, D’Ambrosio e naturalmente
Borrelli.
La domanda diventa allora questa: perché la grande maggioranza degli italiani crede in Di Pietro
nonostante quella orrenda accusa a suo carico? Azzardo un’interpretazione.
Mani Pulite non ha guardato in faccia nessuno. Se anche aveva coltivato amicizie pelose o disordinate,
Di Pietro ha sbattuto dentro tutti, amici e conoscenti compresi. La gente lo sa e non lo dimentica.
C’è dell’altro. Le accuse arrivano sempre dalla stessa banda, latitanti, imputati, condannati in stato di
detenzione, la banda craxista, la fabbrica di dossier, il letame delle spie e dei servizi. Quelli del
complotto.
Ha perfettamente ragione la Procura di Brescia quando sostiene che la sua inchiesta non mira al cuore
di Mani Pulite. Ciò che ha significato Mani Pulite non ce lo toglie più nessuno e il sondaggio dice
proprio questo: gli italiani credono al Di Pietro conosciuto con Mani Pulite e non si fidano per niente
di chi frulla fango dal 26 agosto 1992.
Una ragione in più, ma molto forte, perché l’ex pm esca da un silenzio che non porta da nessuna parte.
Esiste un solo modo per cominciare a dimostrare la propria correttezza: non offrire l’altra guancia,
ma salire senza esitazione sul ring.
C’è ancora un sacco di gente che ci conta.