1995 dicembre 1 E Scalfaro ora sbaglia

1995 dicembre 1 – E Scalfaro ora sbaglia

Tanto per non alimentare equivoci, premetto tre convinzioni: 1) il semestre europeo a guida italiana
è una cosa molto seria, non una parata di circostanza; 2) Dini ha dimostrato di essere un buon
presidente del Consiglio; 3) sarebbe utile andare a votare non prima di aver realizzato almeno un paio
di riforme. Così la penso.
Tirate queste somme, sarebbe più razionale votare a giugno. Ma, con l’eccezione di chi fa politica in
malafede o per miserabile calcolo di partito, va riconosciuto che tre obiezioni risultano
parallelamente fondate: 1) il voto politico durante i mesi di presidenza europea ha precedenti, e senza
scandalo, in altri Paesi; 2) Dini non può continuare tutta la vita ad inventarsi nuovi compiti dopo
essersi impegnato in Parlamento su un’agenda di Governo di quattro punti precisi; 3) giorno dopo
giorno, i due poli segnalano motivi di dissenso non di convergenza per le riforme, anche le più
modeste.
Il razionale si scontra dunque con il possibile. Da ciò quell’orgia di politica senza sostanza, una grande
bolla d’aria, che dondola da mesi sulle nostre teste. Da ciò, anche, l’oggettiva difficoltà di imboccare
una qualsiasi strada, purchè chiara.
A complicare la congiuntura provvede, in questi giorni, lo stesso Capo dello Stato. Scalfaro ha fatto
bene a dare una mano al governo tecnico finchè contava su una maggioranza e doveva garantire
l’approvazione della finanziaria, cioè la pietra miliare dei conti dello Stato.
Ma adesso la scena è mutata. Il Parlamento ha posto un termine a questo governo, non esistono
maggioranze, le maggiori forze politiche (Berlusconi, D’Alema, Fini, Bertinotti) chiedono il voto al
più presto.
A questo punto è grottesco che Scalfaro e Dini utilizzino l’Europa per mutilare la politica interna:
non lo prevede né la Costituzione né il fair play istituzionale. Fra l’altro, questo nuovo alibi del non
voto, finisce per premiare proprio quella palude parlamentare – con in testa ex-Dc di cespugli, arbusti
e zolle – che ha l’Europa per ultimo pensiero e la conservazione del seggio per primo. E unico.