1967 ottobre 29 Questa volta il pari non ci basta

1967 ottobre 29

Questa volta il pari non ci basta

MILANELLO, 28 ottobre

« Ho una paura matta delle squadre morte! ».
« Morte? ».
« Sì, come la Juve! L’ho sempre detto che per fare un gol alla Juventus bisognava tirare in porta
coi cannoni del… Kaiser: e adesso ne prende quattro tutti in un colpo solo, senza fiatare! La cosa
non mi interesserebbe un bel fico se subito dopo, regolarmente, la squadra morta non toccasse a noi
del Milan! ».

E’ dalle 16,30 di domenica scorsa che Nereo Rocco piange sul calendario del campionato che,
dopo l’Inter umiliata dall’Atalanta, gli propina la Juventus umiliata dal Torino. Sette giorni di pianto
ininterrotto, sette giorni di propaganda, di abile sobillazione dei giocatori. Ma il Rocco-tecnico
coincide al cento per cento con il Rocco-scenografo? Crediamo soltanto alla metà, fifty fifty, mezza
finzione e mezza realtà.

Gli abbiamo parlato a Milanello. Era appena uscito dalla doccia, rasato, incravattato, profumato,
con le sopracciglia spazzolate ed i capelli lisciati alla Gary Grant. Ogni cinque minuti si metteva e
si toglieva un cappellino di quelli che portano i mezzadri della collina veneta, di quelli che si
buttano là, che stanno in testa per miracolo, più che altro per non prendere il sole durante la
vendemmia.

« Dunque? », gli chiediamo.
« Dunque siamo qua. Ormai manca solo qualche oretta! », e intanto apre alcune lettere

indirizzategli dai tifosi. « Leggi questa! », ci dice.

C’è una frase in enorme stampatello che inizia la lettera proveniente da Lucca: « Signor tecnico
del nostro Milan, la tenacia, il fiato e la calma sono le prerogative per vincere le partite… Signor
Rocco, non c’è in Italia un tecnico della sua forza, però ha sempre difettato di indulgenza e di grinta;
quando i giocatori del Milan sentono lei dichiarare alla stampa che si accontenta di un pareggio con
l’Inter, non pensa che i suoi ragazzi non vanno oltre il pareggio e magari perdono? Non ripeta
l’errore con la Juventus che vuole rifarsi dello smacco subìto dal Torino: quindi per domani forza e
fiato per novanta minuti, mi raccomando ».

Poi Rocco ci mostra la lettera di un quattordicenne di Ardenza: « Spero che mi faccia vincere il
cinema che ho scommesso sulla partita di domenica con la Juve. Io ho scommesso che il Milan
segna almeno due gol! ».

« Hai capito cosa ci tocca fare con la Juve — ridacchia Nereo. — Almeno due gol! ».
« Questa volta non le basta un pareggio? ».
« No, ho messo in programma tre punti fra Inter e Juve, uno ne ho fatto, ne mancano due ».
« Lei dice che ha paura dei morti… di quattro a zero, però alla Juve mancano dei titolari ».
« Frottole. I sostituti, in queste occasioni, fanno faville: l’ha dimostrato proprio l’Inter ».
« Il Milan è quello che vuole lei? ».
« Sì ».
« Con Mora e Hamrin alle ali? ».
« Sì. Perchè, c’è qualcosa che non va ».
« No, no, ma sembrava che Hamrin fosse un po’ in crisi ».

« Durante la settimana ho detto: parlerò con Hamrin! L’avete trasformato in una notizia, ma non
era niente di anormale: aveva giocato male e volevo chiedergli perchè, per cosa, se stava bene e
tutte queste cose, no? Sennò cosa sto a fare qui? ».

« E Hamrin cosa ha risposto? ».
« Che si sentiva bene ».
« La verità qual è, insomma? ».
« Che Hamrin è un po’ stanco in questo momento: l’età, il ritmo, il momento, insomma è un po’
stanco. Dicono che non è libero di andare dove vuole in campo: è anche perchè adesso non ha la
forza di andare dove vuole ».

« E Golin? ».
« Golin di fiato e di forza ne ha da vendere, ma si emoziona come una recluta fra le Penne Nere,

e si paralizza tutto. Ci vuole tempo per lui ».
« Anche per il Milan ci vuole tempo? ».
« Cinque partite, e abbiamo già incontrato Fiorentina, Napoli e Inter ed abbiamo sette punti: ci
possiamo lamentare? Io rispondo nossignori: il Milan è già buono oggi, domani e domani l’altro o il
prossimo anno non so, con Rocco o senza Rocco, diventerà anche un grosso Milan. Per intanto,
eccoci qua! ».

« Qua, dove? ».
« Qua con i campioni d’Italia. Giù tanto di cappello: hanno il dente avvelenato e se non stai
attento ti mordono fino all’osso, ma noi dobbiamo vincere, mi dispiace. Con la Juve e con il Cagliari
ci servono tre punti: allora, dopo, siamo belli anche noi! Non sarà facile mai con nessuna squadra,
però se batto Juve e Cagliari come dico io, dopo c’è solo da caricare l’ambiente, da tenere le
orecchie tese per non crollare da presuntuosi ».

« Lei una volta piange, una volta spara forte: cerca di confondere gli avversari? ».
« Macchè. Ho cominciato a sparare ancora prima che cominciasse il campionato perchè nessuno
voleva mettere il Milan fra i favoriti: ho fatto insomma tutto il contrario perchè fra TV e giornali
sembrava che fossimo più « poareti » che mai. Dopo invece sono saltati fuori i tre rompiscatole e
adesso siamo in otto a lottare per lo scudetto invece che in cinque e fino alla fine di aprile io dico
che non si saprà chi è il più forte ».

« E chi sono questi tre rompiscatole? ».
« Il Torino con la sua grinta, la Roma con il suo entusiasmo e il Milan con il suo gioco ».
« Lei crede che il pubblico rossonero sia soddisfatto di questo Milan? ».
« Io vedo che i popolari sono esauriti, che i distinti sono esauriti e che lo stadio è quasi sempre
pieno: vuol dire che abbiamo dato qualcosa al nostro pubblico. Se ci seguono sempre così, e lo
dimostrano le decine e centinaia di telegrammi e di lettere che ci arrivano ogni giorno, io credo che
il Milan non li deluderà ».

« Senta, ma i telegrammi e le lettere arriveranno anche la prossima settimana, dopo la partita con

la Juve? ».

Le notizie-Milan.

« Sì, credo di sì, anche dopo la partita con la Juve! ».

1) In mattinata Nereo Rocco ha diretto l’allenamento in programma: venticinque minuti di lavoro

sciolto, di footing, seguito da una passeggiata nel bosco di Milanello.

2) Bruno Mora ha dichiarato: « Sono due anni che per una ragione o per l’altra non gioco contro

la Juve ».

3) A parere di Nereo Rocco, Heriberto farà marcare Gianni Rivera dal mediano Volpi.
4) Il portiere Mario Barluzzi, che si era recato a Bari per trattare il suo passaggio alla società
pugliese, ha rinunciato al trasferimento soprattutto per ragioni di carattere ambientale. Ad un amico
avrebbe detto infatti « Laggiù se perdi due partite sei finito ». Barluzzi, rientrato a Milano, ha
chiesto al Milan il riscatto della sua lista. Bruno Pessalacqua si riserva di prendere in
considerazione la proposta durante la prossima settimana.