1999 Novembre 24 La multinazionale

1999 Novembre 24 – La multinazionale

Il Papa bacchetta, non vuole che la chiesa assomigli a “una multinazionale governata da uomini più
o meno intelligenti”. A volte però lo sembra.
Il cardinale Tonini avverte:” Non serve saper navigare in Internet se non si sa essere uomini”. Il
cardinale Martini esorta a considerare il malato una “persona umana” non il “cliente” dell’azienda
sanità. Questa è la Chiesa dei valori, che vola alto nella modernità della tecnologia e del welfare dal
volto umano.
Ma tiene la scena anche il cardinale Giordano, accusato di usura, di appropriazione indebita e di
associazione per delinquere. Strafottente e burbanzoso, rivendica l’immunità vaticana; questa è a
Chiesa che vola basso.
La Chiesa in prima pagina non è lineare, nemmeno a pochi giorni dal suo Giubileo. Come si addice
alla precarietà della cronaca, comunica messaggi poco coerenti.
E’ a Chiesa del viaggio del Papa straniero. E’ la Chiesa, allo stesso tempo, filiale con Andreotti,
trepidante con Craxi, solidale con Giordano, qui così italiana, così provinciale, così plateale nel bel
mezzo del teatrino nazionale.
E’ la Chiesa ecumenica, del respiro planetario, del Papa che dopo quattro secoli celebra a San Pietro
il vespro con due vescovi luterani. Ma è la stessa Chiesa che a Nazareth diffida degli ebrei e ha
orrore della moschea mussulmana.
Che strano destino per Karol Wojtyla, successore di Papa Albino Luciani. Hitler odiava mezzo
mondo, ma in particolare i polacchi e i lituani; Stalin detestava la “Polonia semper fidelis” baluardo
dell’occidente contro i turchi, russi, tartari. Il Papa polacco di Cracovia ha visto il Male e non ha
tremato.
Trema oggi. Città santa per ebrei, cristiani e mussulmani, Gerusalemme resta inospitale al Dio del
dialogo e della tolleranza. Nemmeno la Chiesa è pronta.
Quel Dio celato ha un problema: le religioni.