1993 febbraio 17 Mani Pulite un anno dopo

1993 febbraio 17 – Mani Pulite un anno dopo

Lo chiamavano “Il Caso Trivulzio”: 17 febbraio 1992, il socialista Mario Chiesa arrestato a Milano,
beccato con una mazzetta da 7 milioni. Il primo scoppio di Tangentopoli.
“Riterrei di cattivo gusto ogni sottolineatura celebrativa”, ha dichiarato il procuratore della
Repubblica di Milano Francesco Saverio Borrelli. Oltre che un ottimo magistrato, Borrelli è un gran
signore. Fa benissimo a non esibire il primo anniversario dell’inchiesta “Mani Pulite”, la
più amata dagli italiani.
Noi no. Senza la minima remora formale, diciamo buon compleanno Tangentopoli! Per più di una
buona ragione.
Ha dimostrato che esiste un’opinione pubblica. Un Paese che, sotto la scorza dell’egoismo di massa,
covava la voglia di buongoverno, un plusvalore di democrazia.
Ha accelerato enormemente la spinta a rovesciare questo sistema. E’ realistico domandarsi: se un
anno di manette non ha ancora convinto la casta di potere a togliersi di mezzo, quali mai riforme
avremmo oggi all’orizzonte senza l’incalzare di “Mani Pulite”?
Quanti dibattiti sui rapporti tra etica, politica e economia? Abbiamo dedicato gli interi anni ottanta
all’ipocrisia sistematica: ciascuno fingeva di insegnare qualcosa all’altro, ma erano tutti in società per
giocarsi lo Stato, il potere, gli affari.
“Mani Pulite” ha fatto irruzione in questo grande sepolcro imbiancato. Con un effetto supplementare,
quasi sempre dimenticato, e cioè il recupero di fiducia da parte di almeno uno dei tre poteri sui quali
si poggia una democrazia moderna: il potere giudiziario. L’unico oggi ad essere risparmiato dalla
diffidenza dei cittadini.
Naturalmente non basta, come non basteranno le sue sentenze. Ma certamente, in una fase in cui il
Governo si regge sul vuoto politico e il Parlamento sulla perdita di rappresentanza, il potere di
iniziativa dei giudici sta a testimoniare un fatto importantissimo: che si può archiviare in fretta il
passato; che la bontà delle leggi dipende anche dalla volontà degli uomini; che questo Paese ha risorse
insospettabili. Anche tanta parte della Magistratura aveva assistito in silenzio al sequestro della
legalità pubblica.
Da Milano a Venezia, da Padova a Pordenone, il Lombardo-Veneto ha funzionato da avanguardia.
Non a caso. Dove più capillare era la rete del lavoro, delle imprese, dell’economia sleale, parassitaria,
pagata due volte dai contribuenti.