1993 aprile 18 Superiamo lo sfascio del sistema 48 milioni di Italiani alle urne

1993 aprile 18 Superiamo lo sfascio del sistema 48 milioni di Italiani alle urne

Negli Stati Uniti non ci farebbero caso. Da noi, otto schede in un colpo solo sono tante soprattutto
perché questo Stato burocratico considera i referendum la peste bubbonica della democrazia. Si
vendica con quesiti più misteriosi della lingua etrusca, confidando nella disaffezione e
nell’astensione.
Il popolo fa bellissima figura sulle pagine della Costituzione. All’atto pratico, si tende a confonderlo.
Meno capisce, meno disturba.
Il nostro giornale ha fatto il possibile per disturbare sia la partitocrazia sia lo Stato dei privilegi e del
disservizio. Lo ha fatto informando e prendendo lealmente posizione: per fare chiarezza, altre strade
non esistono.
I bari non ci interessano, né gli acrobati del triplo salto mortale. Guardiamo senza settarismi a chi,
per il Sì o per il No, rischia le proprie opinioni e basta. Giuste o sbagliate, lo sapremo prestissimo.
Dopo 50 anni di blocchi, un post-comunista, Occhetto, e un post-fascista, Fini, si sono stretti la mano
in diretta discutendo sui problemi. Stiamo cambiando in meglio, ma è venuta l’ora di accelerare di
molto il passo. Al di là dei contenuti, i referendum propongono anche il cambio di marcia: visto che
ci costano 1035 miliardi, almeno spendiamoli bene!
E’innegabile che i No lasciano le cose così come stanno. Confermano tutto, non tagliano una sola
unghia al sistema.
Vediamo i Sì. Il Sì sulla legge maggioritaria boccia la polverizzazione in 18 partiti, la spartizione del
sottopotere, il cancro dell’ingovernabilità. Il Sì sul finanziamento pubblico ai partiti azzera, nel nome
di Mani Pulite, una legge losca.
L’abolizione del Ministero delle Partecipazioni statali e la sottrazione delle nomine bancarie
pubbliche al Ministero del tesoro strapperanno il bottino più sicuro alle segreterie di partito. Altri due
Sì rivoluzionari.
Il Sì alla soppressione dei ministeri del Turismo e dell’Agricoltura scommette tutto sulle Regioni
proprio per salvare l’unità dello Stato. Il Sì all’agenzia per l’ambiente introdurrà in pratica i controlli
che oggi sono una farsa.
Tutti Sì politici. Con il solo caso di coscienza del referendum sulla droga per uso personale: chi vota
No ribadisce l’illecito; chi vota Sì pensa che, con le oscene carceri che abbiamo, quella pena fa più
danni della droga soprattutto ai ragazzi.
Otto schede importanti, una su tutte: la scheda gialla. Il Sì alla riforma elettorale sarà la premessa per
lasciare presto alle spalle lo sfascio, imparando a unire forze nuove invece di difendere vecchi rottami
sparsi.