1992 luglio 7 Pagina drammatica

1992 luglio 7 – Pagina drammatica

Con i lettori, con gli imputati, con noi stessi vogliamo essere sinceri fino alla crudezza; non siamo
sorpresi. Il che non significa che gli arrestati o gli inquisiti siano colpevoli prima di essere
processati; significa soltanto che questo sistema lo stiamo denunciando da anni. Significa anche che
i tempi sono drasticamente cambiati: le inchieste dei giudici non risparmiano più alcun livello, né
alto né basso, né istituzionale né di sottopotere.
Noi, che pur abbiamo incoraggiato sin dal primo momento le inchieste dei giudici, a Milano come a
Venezia o Vicenza, e che ai magistrati ci siamo permessi di chiedere inflessibilità e rigore nel nome
della legge e delle garanzie individuali, noi avvertiamo oggi un sentimento di inesprimibile disagio
civile. Soprattutto quando a entrare in un carcere della Repubblica, con l’accusa di corruzione, è la
prima carica istituzionale di una grande Regione europea come il Veneto.
Con Cremonese piomba nello scandalo qualcosa di più di un uomo politico, di un potente Dc, di
una consolidata carriera. Qualunque sia l’esito processualmente definitivo dell’intera vicenda,
possiamo prevedere con certezza che una pagina drammatica, ma probabilmente rinnovatrice della
nostra storia è già scritta.
Negli anni settanta un prestigioso giurista cattolico, Arturo Carlo Jemolo, avversò la legge sul
finanziamento pubblico dei partiti profetizzando che esso non avrebbe posto “fine alle tangenti
versate da aspiranti a concessioni o appalti posto che i partiti sono enti con esigenze economiche
illimitate”. Ma nemmeno Jemolo avrebbe potuto immaginare l’assalto affaristico della partitocrazia.
La quale, al di là delle responsabilità personali da verificare, ha devastato l’idea stessa di opera
pubblica. Siamo ridotti nelle disperanti condizioni di sospettare su ogni chilometro di strada che
percorriamo, su ogni ponte, binario, su ogni impianto, discarica, fogna, stadio o tribunale di
progetto. Ci hanno costretti a diffidare sommariamente, senza le obbligatorie distinzioni, di
costruttori, funzionari, professionisti, consulenze, perizie, ovunque il denaro dei contribuenti sia
gestito o filtrato da partiti, correnti, professionisti della politica.
Questo è l’incommensurabile guasto, fino a ieri occulto, che le inchieste dei giudici stanno
svelando, favorite dalla protesta popolare soprattutto del Nord e in particolare del Lombardo-
Veneto. A Vicenza, il giudice De Silvestri ha spiegato di aver posto sotto sequestro l’archivio di
Mariano Rumor nel tentativo di ricostruire “la mappa del potere cittadino”. Quando le tangenti non
rappresentano più l’eccezione ma la regola, per capire e bonificare si ha bisogno di spogliare il
potere. L’unica strada per ridargli, presto, tutta la sua dignità.