1992 febbraio 16 I ragazzi, la storia e il caso Togliatti

1992 febbraio 16 – I ragazzi, la storia e il caso Togliatti

In un certo senso la velocità dei cambiamenti ha collassato il tempo, che accelera tutto assieme –
passato presente e futuro – verso un unico buco nero. L’uomo d’oggi, la prima generazione obbligata
a vivere contestualmente cronaca e Storia.
Lo stress degli stress consiste nel portare più orologi al nostro polso: ogni giorno di più, soprattutto i
ragazzi, affronteranno l’avventura della comunicazione senza confini. Una cultura nervosa, senza
pause, che esige generazioni più flessibili, meno ideologiche, pronte a legger il passato mentre il
presente le spara dritte verso il futuro.
Si tratta di una rivoluzione, come aver inventato la ruota, l’elettricità o il computer. La stessa politica
ci aiuta a misurare questo fenomeno che dà vertigine, straniamento ma anche desiderio di nuove
caravelle interiori, per esplorare l’uomo destinato al Duemila.
Proviamo a seguire il caso Togliatti, evitando la palude dei partiti. La stragrandissima maggioranza
dei ragazzi non ne sa nulla e, soprattutto, stenta ad agganciarlo alla loro realtà: una vita che lascia ad
ogni passo le sgommate nell’asfalto.
Quale ultima risorsa, noi proponiamo ai ragazzi la cronaca della storia. Ed è proprio lo stress che ci
consiglia la calma serena della sintesi e, direbbe Leonardo Sciascia, del “contesto”.
1) Palmiro Togliatti era il comunismo. Il prodotto del sistema, per il quale si fece doppio, triplo, pur
di aderire al dogma. Era il comunismo del gulag, della guerra, di Stalin, della “realtà sovietica”, del
travestimento.
2) Una lettera trovata negli archivi dal prof. Franco Andreucci di Firenze dipinge Togliatti come
“cinico”, crudele, disinteressato al destino dei soldati mandati da Mussolini a perdere la guerra in
Russia. Il documento non peggiora il curriculum del “migliore” (così lo omaggia il Partito comunista
italiano); agghiaccia chi, come Occhetto, leader del Pds cioè del post-Pci, non ha ancora finito di
sentirsi sorpreso dai suoi padri fondatori. La sorpresa degli altri è invece…elettorale.
3) Qualche giorno dopo si scopre che la lettera è autentica, ma ritoccata, mal tradotta, anche
manipolata. Un episodio penoso, di scarso rigore storico, che non riabilita Togliatti ma squalifica il
documento e quanti ne fecero comizio anti-Pds, dimostrando che in fondo aveva fiutato bene proprio
Cossiga quando suggerì il referto di un gruppo di storici di professione.
I ragazzi hanno capito: la Storia insegna poco perché la sfruttiamo senza spogliarci dei pregiudizi. Il
caso-Togliatti è un classico del malessere che ci opprime ogni qual volta misceliamo la vita e il suo
riflusso trascurando la sincerità.