1991 agosto 15 Chi la dura la vince

Testata: GAZZETTINO
Edizione: PG
Pagina: 1
Data: 15/08/1991
Autore: Giorgio Lago
Tipo:
Argomento: PROFUGHI, IMMIGRAZIONE, ALBANIA
Persone:
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Titolo: CHI LA DURA LA VINCE
di Giorgio Lago
Per gli «irriducibili» questo Ferragosto è una vera pacchia. Il Capo dello Stato prosegue imperterrito
sulla strada della grazia a Crucio; il ministro degli Interni sparpaglia qua e là in varie regioni italiane
centinaia di albanesi che lui stesso aveva definito alcuni giorni fa parte «peggiore» dei profughi, cioè
provocatori, infiltrati, galeotti, soldati disertori, elementi compromessi con il passato regìme stalinista. I
cosiddetti «irriducibili», appunto. In sé, l’aggettivo a noi suona benissimo. Nel senso che ci sarebbe
un gran bisogno di gente tenace, ostinata, ferma, in un Paese per molti versi spappolato, in crisi di ceto
politico, affollato di mezze figure, dove in molti sono pronti a transare su tutto per potere o denaro.
Ma non sono questi gli «irriducibili» con i quali abbiamo a che fare. Sono ben altri: chi, come Curcio,
non ha ancora fatto politicamente nulla per favorire semmai il perdono politico dello Stato; chi, come
una minoranza di profughi albanesi, ha calcolato che qui l’illegalità paga sempre e meglio che altrove.
Così, per approssimazione o debolezza, rischiamo reazioni sbagliate. Cacciamo con tempestività i più
indifesi, ospitiamo i più violenti; scambiamo tutti gli «irriducibili» per delinquenti senza avere notizie
certe sulla loro fedina personale; mandiamo in Albania messaggio avvelenato che suona come invito a
usare le maniere forti per chi vuol farsi accogliere dal nostro Governo. Di fronte alla fame di massa di
un Paese devastato dal comunismo, non esistono soluzioni facili. Il fatto è che l’Italia, persino in
Adriatico, si dimostra costantemente impreparata, a corto anche delle più elementari informazioni.
Siamo sempre colti di sorpresa, come se il porto di Durazzo fosse distante da noi quanto l’Oceano
Indiano e come se la nostra politica estera non fosse in grado di condizionare a nessun titolo il Governo
di Tirana. A che cosa servono i servizi segreti se non ci accorgiamo di 20 mila profughi in partenza? E
se gli aiuti economici all’Albania fossero davvero rapidi e consistenti, come si piegherebbe il tacito via
libera di Trana a queste ondate di disperazione? Ha dichiarato ieri il Sindaco di Milano, Pillitteri:
«Ospitare gli albanesi non sarà un problema, perché ci hanno chiesto solo di fornire loro dei pasti e
comunque tutto sarà a spese dello Stato». Quando il livello della politica è questo, non stupiamoci poi
se la solidarietà cede all’intolleranza.
agosto 1991